Sottomessa alla carità. Libera in tutto

Avvenire, 5 gennaio 2014
di ENZO BIANCHI

Non è difficile immaginare il sorriso sereno sul volto ora trasfigurato di Madeleine Delbrêl al vedere che un papa non solo parla di "periferie" – dal marzo scorso non si contano più gli uomini di chiesa che usano questa espressione – ma che da sempre le ha conosciute, visitate e amate; o ancora al sentire dire dal vescovo di Roma: "ho conosciuto diversi marxisti che erano brave persone e quindi quell'aggettivo non mi offende". Sorriderà Madeleine Delbrêl, perché lei in periferia, in una città satellite di Parigi, feudo comunista, ci è andata a vivere deliberatamente. E con "brave persone" conosciute tra i marxisti ha collaborato a lungo per la giustizia e la solidarietà.
Certo, quando nel 1935 la Delbrêl si trasferisce con alcune compagne al numero 11 di rue Raspail a Ivry-sur-Seine per una presenza e una testimonianza cristiana al cuore di un quartiere operaio, non sono molti nel mondo cattolico a capire quella follia di una donna tenace e dolcissima. E ancora meno sono quelli che pensano di sostenerla in questo suo modo insolito di vivere la fede come "coinvolgimento della vita eterna nella storia".
Oggi, un'associazione di amici di Madeleine Delbrêl cerca di ridare vita e decoro a quel semplice appartamento che ha visto brillare una scintilla di vita evangelica durante una trentina d'anni, fino alla morte di Madeleine, e poi, fino a due anni fa, la fedele presenza di un vita comune ispirata da quella "convertita" che a vent'anni aveva scoperto "questa fortuna meravigliosa: Dio esiste". È da lì, da quella "cintura rossa" allora vero e proprio cuore pulsante del comunismo francese, dal quotidiano vivere e faticare anche con quanti non condividono la sua fede, che il cuore, l'azione e gli scritti di Madeleine Delbrêl spaziano nelle speranze e nelle difficoltà della chiesa attraversata dai fermenti che condurranno al Vaticano II. "Semplici cristiane desiderose di vivere insieme il Vangelo", Madeleine e le sue tre compagne delle prima équipe sentono nella libertà dei figli di Dio il loro spazio vitale e, allo stesso tempo, il fondamento del loro agire: "Siamo libere da ogni obbligo, ma dipendiamo totalmente da una sola necessità: la carità".

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