L’impossibile storia della Vergine Madre

È vero che l’archetipo del femminile ha nutrito il mondo simbolico delle religioni pagane così come del cristianesimo; si può però affermare con Philippe Borgeaud – l’autore del bel testo La Madre degli dèi. Da Cibele alla Vergine Maria tradotto recentemente da Morcelliana – che, al di là delle analogie e delle reciproche influenze dei culti mediterranei, le figure delle dee vergini e madri e quella della Vergine Maria «restano assolutamente distinte». Nello stesso tempo, non va dimenticato che gli apologisti cristiani del II secolo ebbero la tendenza ad assumere senza complessi l’eco di concezioni mitologiche. Come Giustino che nella Prima Apologia si rivolge ai pagani in questi termini: «Noi raccontiamo che [Gesù Cristo] è nato da una vergine: ciò è comune al vostro Perseo». Insomma, strutture psichiche identiche sono presenti e all’opera, sia presso i pagani che presso i cristiani, nell’elaborazione di miti e teologie riguardanti la nascita di un Figlio divino. (...)

Se risaliamo alle scritture di Israele, quelle che i cristiani chiamano Antico Testamento, Dio, il Signore è il Padre di Israele e il Padre dei giusti. In lui non vi è nessuna immagine femminile né materna, anche se alcuni atteggiamenti amorosi descritti dai profeti ricordano quelli di una madre verso i figli: basti citare la misericordia, attributo di Dio che nasce dai suoi rachamim, dalle sue viscere materne. Nondimeno la verginità e la maternità ricevono nella Bibbia una grande attenzione e onore. La donna, creata «a immagine e somiglianza di Dio» come l’uomo, è soprattutto chiamata a diventare madre, a generare figli e figlie; il suo valore consiste proprio nella fecondità materna, mentre la verginità appare come una necessità fino alle nozze. Per questo la donna sterile dopo dieci anni di matrimonio poteva essere ripudiata, ed era dovere di un uomo sposare la moglie del proprio fratello morto senza figli, «perché il nome del fratello non si estinguesse in Israele». Se il matrimonio è alleanza, amore inserito in una storia, resta però primario che quanto della donna è lodato e onorato è soprattutto la maternità. In particolare, sono i sapienti di Israele a cantare la donna madre, moglie feconda, circondata dai figli nella sua casa e, nel contempo, a lodare la verginità prima delle nozze.

Pubblicato su: La Repubblica