L’impossibile storia della Vergine Madre

Nelle Scritture di Israele non vi è dunque alcun riferimento alla possibilità di una figura che sia contemporaneamente vergine e madre. Ma i cristiani, che accedono all’Antico Testamento attraverso la versione greca dei LXX, leggono il passo di Isaia riguardante la nascita del Messia non come: «una ragazza (‘almah) concepirà e partorirà un figlio», bensì come: «una vergine (parthénos) concepirà e partorirà un figlio», traduzione che forse reca in sé tracce di un’interpretazione già giudaica. E così nel Vangelo secondo Matteo la nascita di Gesù da Maria è testimoniata come compimento della profezia di Isaia, ed è significativo che già Giustino, all’inizio del II secolo, difenda la lettura dei LXX contro il testo ebraico. Maria, la Madre del Messia-Cristo, è una vergine, una donna nella condizione di chi «non ha conosciuto uomo», non si è unita ad alcun uomo: la sua maternità di Gesù procede dalla sua verginità… Ecco il paradosso, lo straordinario, il miracoloso della nascita di Gesù! Ciò che questo paradosso vuole significare è che solo Dio ci poteva dare un uomo come lui: Gesù non è nato «da sangue e carne, né da volere di uomo», e questo è stato affermato dai vangeli attraverso la verginità di Maria, diventata madre per la potenza dello Spirito santo. (...)

Nella tradizione religiosa che declina il mistero di Maria, nulla celebra la sua femminilità, ma tutto si concentra sul suo essere Vergine e Madre: Maria è così l’hapax per eccellenza, la figura irripetibile. Ma in realtà, se si leggono con intelligenza le Scritture sante, non è tanto la sua maternità a definire Maria, quanto piuttosto il suo trascendere la maternità fisica assumendo una maternità di altro tipo nei confronti di Gesù stesso e dei credenti in lui. I vangeli iniziano a raccontarci Maria come vergine per poi narrarla nella sua maternità, ma dai sinottici al quarto vangelo agli Atti degli apostoli c’è un crescendo che indica Maria come segnata da un’altra maternità, non biologica ma spirituale, nei confronti del discepolo amato da Gesù e della prima comunità dei credenti. (...)

Pubblicato su: La Repubblica