L’impossibile storia della Vergine Madre

Il percorso attorno a Maria la Mater Virgo può condurci a un’annotazione sulla maternità di Maria quale è percepita livello semplice e quotidiano da parte di milioni di cristiani cattolici e ortodossi. Numerosi sono i luoghi dedicati a Maria: santuari e chiese dedicate a Maria in città e in campagna, sui monti e sulle isole più piccole e solitarie… E in questi luoghi quante preghiere, quanti canti innalzati a lei! A questa donna dipinta o scolpita un numero incalcolabile di persone ha guardato e guarda come alla Madre. Nella loro desolazione, nelle loro angosce e nel loro pianto, chiedono l’impossibile, confidano che essa possa ascoltarli, avere misericordia di loro ed esaudirli, proprio perché in lei sentono la Madre: Monstra te esse Mater, «Mostrati Madre», essi invocano. Nelle nostre chiese di occidente, poi, spesso appare la statua della «Pietà», ossia di Maria che tiene tra le braccia il figlio morto: quante donne, stando davanti a questa icona, hanno pianto e piangono il figlio morto; e quanti credenti pregano di essere accolti, alla fine della loro vita, nelle sue braccia materne, braccia di Maria madre, braccia della terra madre!

Il nostro immaginario è ricco, e Maria la Madre polarizza molti dei nostri sentimenti. Maria è Madre perché è per ognuno di noi la terra, la madre terra dalla quale siamo stati tratti e alla quale torniamo. È forse un caso che in molte località vi siano icone di Madonne brune, nere, colore della terra? Maria è terra che ha accolto la Parola, terra che ha generato il Salvatore, terra divenuta Luogo di colui che non ha luogo, terra che i cristiani cantano quale «Terra del cielo», perché terra già trasfigurata in Dio. Maria, la Mater Virgo, è la Madre non solo di Gesù, ma anche dei credenti in lui: è lei la porzione di umanità già redenta, figura di quella «terra promessa» cui siamo chiamati, lembo di terra trapiantato in cielo. In lei è prefigurata la meta che attende ogni vivente: l’assunzione dell’umano, di tutto l’umano, in Dio.

Enzo Bianchi

Pubblicato su: La Repubblica