Sogni e speranze nate dal concilio

Negli anni immediatamente successivi al concilio ci fu il fenomeno dei gruppi spontanei ecclesiali che indicavano tutta la vitalità cattolica nella scoperta della bibbia e nel percorrere vie di spiritualità matura ed ecumenica. E quando venne il ‘68, se è vero che vi furono cattolici impegnati nei movimenti e nelle iniziative vissute nell’ambito delle università, è anche vero che costoro non ponevano la loro qualità di fede come una bandiera. Certo, il ‘68 spaventò molti per la sua novità di rivendicazioni e la forza dirompente che mostrava: era indubbiamente la crisi dell’assetto della cultura dell’occidente europeo. Ma una vera contestazione ecclesiale iniziò dopo, quando si manifestò il fenomeno delle comunità di base, dei “cristiani per il socialismo”, con la militanza anche di alcune comunità che si trovarono a essere escluse dalla comunione cattolica anche da pastori aperti e fedelissimi al concilio come il cardinale di Torino, Michele Pellegrino.

Sì, in quegli anni settanta, gli anni della teologia della morte di Dio, della contestazione alla struttura gerarchica della chiesa, dell’assunzione delle categorie marxiste nell’analisi della società e della vita ecclesiale, una minoranza, piccola ma molto attiva, eloquente e capace di apparire sui media, alimentò una situazione che per molti aspetti fermò lo slancio dell’aggiornamento conciliare e favorì la nascita contrapposta di movimenti ecclesiali nostalgici del passato, diffidenti verso la chiesa di Paolo VI, tesi a creare una presenza nella società che non disdegnava di mostrare pretese e arroganza. Gli ultimi anni del pontificato di Paolo VI risentirono di questa contestazione e parvero creare nel papa dubbi, perplessità, paure non certo infondate se si tiene presente che il movimento del ‘68 nel decennio successivo si sviluppò in alcune frange con l’assunzione persino della lotta armata. Chiesa e società furono toccate da sconvolgimenti ad opera di minoranze efficaci che crearono un clima di lacerazioni e di contrapposizioni acute.

Pubblicato su: La Repubblica