Nelle vigne l'amore per la vita


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Bronzo, porta dell’amore - Salisburgo
GIACOMO MANZÙ, Tralci di vite e falcio di spighe
articolo di ENZO BIANCHI
Curare la vigna è come curare la vita, la propria vita, attraverso potature e anche pianti, in attesa della stagione della pienezza

La Stampa, 26 agosto 2007

Agosto non è ancora finito e quest’anno la vendemmia è già iniziata, con un mese d’anticipo a causa del caldo precoce di giugno, un caldo che tuttavia nell’ultimo mese ha lasciato a desiderare. E’ il momento allora di parlare di vigne, di vite, di vendemmia e di vino. Ne parlo perché è lì, tra le vigne, che sono nato e cresciuto, tra filari che coprivano e coprono ancora le colline del Monferrato: “e vigne, e vigne, e vigne senza fine”.

Da ragazzo, all’età delle medie e delle superiori, ogni giorno per andare a scuola, all’andata come al ritorno, dovevo camminare mezzora tra le vigne, unica visione per i miei occhi sotto il cielo, unico scenario per i miei pensieri e le mie apprensioni scolastiche. Così ho imparato a conoscerle, a osservare i loro cambiamenti, ad amarle. La mia terra è tutta vigne, solo qua e là, ai bordi delle strade, un canneto che forniva i sostegni per le viti in quegli ordinati filari che segnavano i diversi anfiteatri collinari e sembravano sfidare la pendenza dei bricchi: filari disposti come oggetti preziosi in un’esposizione, ciascuno scostato dall’altro quel tanto necessario per essere visto e baciato dal sole.