“Prendere” Messa


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Così, se il prete tuonava contro qualche peccato pubblico, il biasimo del paese contro i peccatori era assolutamente univoco. Del resto il parroco sapeva minacciare come i profeti biblici: carestie, grandine, siccità erano tutti frutti del comportamento peccaminoso di chi non andava a messa la domenica o di chi peccava soprattutto nell’esercizio della sessualità. Sì, perché la fede era forte e convinta, ma la coerenza era rara, allora come oggi. Non dimenticherò mai il fatto accaduto in un paese vicino al mio: il parroco tuonò furioso contro due fratelli che da Torino tornavano al paese di domenica e osavano lavorare in quel giorno di festa per costruirsi una casa; questi, seccati per la reprimenda, lo picchiarono fino a mandarlo in ospedale, e il vescovo allora diede l’interdetto sull’intero paese: per settimane nessun sacramento poté essere celebrato in loco e i fedeli dovevano recarsi nei paesi limitrofi per la messa. Parroci potenti che chiudevano e aprivano il cielo come Elia, maledivano gli animali nocivi alla campagna, benedicevano stalle e bachi da seta; preti apocalittici che minacciavano l’inferno ed erano capaci di far sentire l’odore di zolfo agli ascoltatori; parroci che erano temuti ma anche rispettati perché dedicavano tutta la loro vita e spendevano tutte le loro forze per le “anime”, si diceva, loro affidate. Quando un prete passava per strada, lo si salutava non come gli altri con un normale “buongiorno”, ma con un “sia lodato Gesù Cristo!” e lui rispondeva “sempre sia lodato!”, sollevando appena il suo tricorno nero.