Tre libido verso la barbarie

Mosso dalla paura della morte, l’uomo vuole preservare con qualsiasi mezzo la propria vita, vuole possedere per sé i beni della terra, vuole dominare sugli altri. Egli pensa di assicurarsi in tal modo una vita abbondante, ritiene di poter combattere la morte con l’auto-affermazione, e giunge a considerare ragionevole e giusto ogni comportamento finalizzato a questo scopo, anche a costo di nuocere agli altri e persino a se stesso. E così finisce inevitabilmente per percorrere sentieri di morte…

Ora, le scienze umane ci insegnano che ogni uomo si costruisce, cresce e matura mediante le relazioni con se stesso, con le cose e con gli altri; d’altra parte, questi stessi rapporti sono costantemente esposti al rischio di tre pulsioni che, se non arginate, possono giungere a possederci e a devastarci. Facendo appello alle potenzialità di volontà e desiderio insite nell’uomo, infatti, la tentazione ne mette in rilievo il “lato oscuro”, e si manifesta come una forza che mira a distorcere in senso egocentrico tutte le sfere relazionali. Siamo posti di fronte a un’esperienza umana universale, quella di tre dominanti che agiscono sulle sfere umane dell’amare, dell’avere e del volere: la dominante dell’eros (libido amandi), la dominante del possesso (libido possidendi), la dominante del potere e dell’affermazione di sé (libido dominandi).

Pubblicato su: La Stampa