Gerusalemme: città-visione di pace

Come questa attesa possa essere colmata dipende dall’agire concreto, quotidiano di uomini e donne delle tre religioni “abramitiche”; quando le promesse del Signore saranno realizzate dipende dall’obbediente sottomissione di ciascuno e di tutti alla volontà di Dio che chiede ai credenti di gareggiare nel fare il bene; il divenire segno e luce per tutte le genti di un altro modo possibile di vivere gli uni accanto agli altri, gli uni in armonia con gli altri e con il Creatore è affidato alle mani, alle menti e ai cuori di povere creature, balbettanti la loro fede nel Dio unico, ma chiamate a testimoniare con la vita che l’amore è più forte della morte. Sì, “per amore dei fratelli e degli amici, io dirò: pace a te, Gerusalemme!” (Sal 122,8).

Enzo Bianchi

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ANDREINA CONTESSA 
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Pubblicato su: Avvenire