Bartolomeo sulla via di Benedetto


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Non può sfuggire come questi eventi siano anche la conferma di una precisa volontà di Benedetto XVI, del suo fermo desiderio – affermato fin dal suo primo discorso dopo l’elezione – non solo di proseguire nell’impegno ecumenico, ma di viverlo come responsabilità peculiare del suo ministero papale e di tradurlo anche in gesti concreti: come non ricordare che Benedetto XVI aveva allora affermato di assumersi “come impegno primario quello di lavorare senza risparmio di energie alla ricostituzione della piena e visibile unità di tutti i seguaci di Cristo. Questa è l’ambizione del successore di Pietro, questo il suo impellente dovere”. Non erano parole di circostanza, soprattutto se accostate al contestuale giudizio sulla necessità del dialogo teologico e sull’urgenza cogente della “purificazione della memoria … che sola può disporre gli animi ad accogliere la piena verità di Cristo”.

Sì, sovente il dialogo, quello autentico, parte da lontano, presuppone la lungimiranza di alcuni, la paziente sofferenza di altri, la fraterna condivisione di speranze e preoccupazioni, la tenace attesa di chi sa che ferite secolari non si possono sanare con entusiasmi di un momento. Se le radici affondano in un terreno dissodato e il seme è gettato con fiduciosa abbondanza, allora il confronto potrà anche conoscere l’alternarsi di stagioni invernali e primaverili, ma sarà sempre in grado di cogliere lo spuntare di nuovi germogli, il subitaneo sbocciare dei fiori, il lento maturare dei frutti... Allora si saprà dare un peso adeguato anche alla prospettiva, inimmaginabile ancora poco tempo fa, che al prossimo sinodo della chiesa cattolica dedicato alla parola di Dio possa essere presente, su invito di papa Benedetto XVI proprio nella scia dello “spirito di Ravenna”, lo stesso patriarca ecumenico Bartholomeos I.
Sì, senza troppo rumore, la foresta cresce, e non sarebbe male se ogni tanto qualcuno lasciasse perdere il frastuono di qualche albero che cade e si fermasse ad ascoltare la silenziosa armonia del dialogo che avanza.

Enzo Bianchi