Benedetto e Bartolomeo: un annuncio comune

E’ un evento che in un certo senso simboleggia efficacemente l’attuale situazione dei rapporti tra la chiesa cattolica e le chiese ortodosse e, più in generale, il cammino verso l’unità dei cristiani. Nella celebrazione in San Pietro il gesto che è “fonte e culmine” della vita cristiana – la comunione eucaristica nella condivisione dell’unico pane e dell’unico calice eucaristici – purtroppo non potrà ancora essere compiuto perché la fine delle reciproche scomuniche sancita alla chiusura del Vaticano II non è tuttora approdata a una piena comunione: e questo impedimento rimane fonte di sofferenza, controtestimonianza rispetto alla preghiera di Gesù stesso alla vigilia della sua passione “che tutti siano una cosa sola”, e anche scandalo di fronte a quanti non nutrono la fede cristiana. Ma, all’interno della liturgia eucaristica, Benedetto XVI e Bartolomeo I compiranno insieme alcuni gesti che meritano di essere sottolineati: terranno l’omelia, reciteranno insieme il Credo e insieme impartiranno la benedizione. Riti che riguardano solo i cristiani? Gesti che non escono dalle mura della chiesa? Atmosfera di intensa spiritualità che coinvolge solo i partecipanti lì presenti? Non credo, ed è proprio su questo aspetto che mi pare utile riflettere maggiormente.

Pubblicato su: La Stampa