Ebrei e cristiani, fratelli divisi


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E tuttavia oggi questa giornata di dialogo non sarà celebrata congiuntamente perché gli ebrei italiani ne hanno chiesto una “sospensione”, in quanto la preghiera per gli ebrei formulata in sostituzione di quella presente nel Messale Romano promulgato da Giovanni XXIII (1962) è stata letta come offensiva da parte di alcuni rabbini e di gruppi di ebrei italiani. Cerchiamo dunque di comprendere con molta semplicità i problemi in gioco. Nella preghiera per gli ebrei contenuta nell’antico Messale Romano, sulla quale era già intervenuto Giovanni XXIII togliendo l’aggettivo “perfidi”, rimanevano formulazioni non soddisfacenti: “Preghiamo per i giudei, affinché il Signore nostro Dio tolga dai loro cuori il velo, e anch’essi riconoscano Gesù Cristo nostro Signore … Dio onnipotente, che non rigetti dalla tua misericordia neppure i giudei, esaudisci le preghiere che ti rivolgiamo per questo popolo accecato affinché, riconoscendo la luce della tua verità che è Cristo, siano strappati alle loro tenebre”. È vero che queste espressioni sono eco di parole e di pensieri presenti nelle Scritture, ma lo è altrettanto che il giudizio in esse formulato sugli ebrei può essere da loro recepito come offensivo. Occorre però ricordare – e per ora nessuno lo ha fatto – che queste osservazioni valgono in verità anche per altri testi delle preghiere cristiane. Anche per i non cristiani si pregava (e si continua a pregare, secondo il Messale di Pio V) “affinché Dio onnipotente tolga l’iniquità dai loro cuori in modo che, abbandonati i loro idoli, si convertano al Dio vivente e vero”. E in molte altre formule di preghiera della liturgia delle Ore si trovano parole simili; senza contare che, se uno conoscesse le preghiere della liturgia ortodossa, sarebbe ancora più imbarazzato di fronte all’antigiudaismo in esse ancora oggi presente.