Olivier Clément: un visionario per gli uomini del sottosuolo


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Bose, settembre 1998
Olivier Clément (il primo da sinistra) durante i lavori dei convegni di spiritualità ortodossa a Bose. Accanto a lui, di seguito: Il Metropolita di Pergamo Ioannis (Zizioulas), il priore di Bose Enzo Bianchi, il Metropolita di Dioklìa Kallistos (Ware), Antoine-Emile N. Tachiaos
Avvenire, 17 gennaio 2009
di ENZO BIANCHI
E’ passato dalla morte alla Vita in questo tempo dell’anno liturgico in cui la memoria del Dio fatto uomo sfocia nell’ardente preghiera

Olivier Clement è passato da questo mondo al Padre
la sera del 15 gennaio 2009

Avvenire, 17 gennaio 2009

“Il patriarca Athenagoras mi ha insegnato a non aver paura, né dell’altro né della morte. Del resto, perché aver paura? Gesù Cristo è qui, accanto a noi, e ci attende nel giorno della risurrezione!”. Mi è caro ricordare Olivier Clément con le parole che in questi ultimi tempi amava ripetere con sempre maggior convinzione, quando io o i miei fratelli andavamo a trovarlo nella sua casa parigina, amorevolmente custodita dalla moglie Monique: da quelle stanze e dai loro volti traspariva un profondo senso di pace che si diffondeva assieme al chiarore della lampada a olio posta davanti all’icona nell’angolo di preghiera. Ancora un mese fa, a un mio fratello che gli recava di persona i nostri auguri per le imminenti festività dell’Incarnazione, ripeteva l’essenziale di tutta la sua vita e del suo insegnamento: “vorrei narrare fino all’ultimo il mio amore per gli uomini, segno dell’amore che Cristo ha per loro, e attendo di essere accolto nello spazio d’amore della Trinità”. E’ passato dalla morte alla Vita in questo tempo dell’anno liturgico in cui la memoria del Dio fatto uomo sfocia nell’ardente preghiera perché i cristiani ritrovino quell’unità visibile che li rende testimoni credibili dell’unico Signore Gesù: come non scorgervi un sigillo posto a un’esistenza che tanto ha anelato a essere segno delle energie del Risorto?