Kirill, l'ora del dialogo a Mosca

E’ significativo in proposito quanto ebbe ad affermare durante uno dei Convegni di spiritualità ortodossa organizzati dal mio monastero di Bose in collaborazione con il patriarcato di Mosca: “Abbiamo percepito per la prima volta lo spirito di rinnovamento e di libertà non nel 1991, quando si sgretolò l’Unione Sovietica, ma già nel 1988, quando il nostro paese celebrò il millennio del battesimo della Rus’. La preparazione durò alcuni anni durante i quali continuavano a dirci che si trattava soltanto di manifestazioni interne alla chiesa ortodossa russa, di nessun interesse per il paese e la società… Risultò invece che quella che doveva essere una ricorrenza solo ecclesiastica divenne un evento di dimensione nazionale ... Era cominciato quello che, ben presto, venne chiamato il secondo battesimo della Russia. Nell’epoca della chiesa del silenzio la nostra cultura cristiana, che non si poteva comunque cancellare dalla vita, aveva continuato a predicare Cristo”. Questa consapevolezza può spiegare anche la sua visione della modalità di presenza della chiesa in una società che conosce il contraccolpo di un confronto con l’occidente senza più mura di separazione o di protezione: come ritrovare e difendere un’identità culturale e religiosa senza fomentare conflitti né arrendersi alla mentalità dominante?

Pubblicato su: La Stampa