La mano tesa di Benedetto XVI

Ora, nella lettera del papa ai vescovi c’è una parola che ritorna con insistenza e che anima non solo il contenuto della missiva ma anche le intenzioni che hanno mosso il comportamento di Benedetto XVI durante tutta questa vicenda. Questa parola è “riconciliazione”, una parola che il papa riconduce alla “priorità suprema, l’amore”. È stata una precisa volontà di “riconciliazione con un gruppo ecclesiale implicato in un processo di separazione” che ha ispirato “il sommesso gesto di una mano tesa”; così il malaugurato irrompere della polemica negazionista ha finito per apparire come una “smentita della riconciliazione tra cristiani ed ebrei”. Riconciliazione, unità, pace all’interno della chiesa si rincorrono nelle accorate parole di Benedetto XVI che non esita a fare chiarezza anche sulle questioni al cuore della disputa: il concilio nel suo rapporto con la tradizione è definito come evento che “porta in sé l’intera storia dottrinale della chiesa”; l’impegno per l’unità dei cristiani, l’ecumenismo “è incluso nella priorità suprema” del suo pontificato; il dialogo interreligioso è definito non come semplice confronto sul piano culturale bensì come “la necessità che tutti coloro che credono in Dio cerchino insieme la pace, tentino di avvicinarsi gli uni agli altri, per andare insieme, pur nella diversità delle loro immagini di Dio, verso la fonte della Luce”.

Ma “riconciliazione” è anche la parola che meglio esprime il desiderio prioritario del papa, della chiesa, dei cristiani: “rendere Dio presente in questo mondo e aprire agli uomini l’accesso a Dio”, perché proprio così avviene la riconciliazione tra Dio e l’umanità, si avanza su vie di umanizzazione e ci si apre alla “nuova creazione”. Riconciliare gli uomini con Dio è il compito del ministero apostolico ed è responsabilità che ricade anche sui cristiani: nessuna ostilità, nessuna inimicizia verso l’umanità di oggi, ma il desiderio di impegnarsi giorno dopo giorno per migliorare la convivenza civile, combattere l’idolatria sempre rinascente, fonte di alienazione per tutti gli uomini, frenare il decadimento nella barbarie, favorire la pace e la giustizia, promuovere la dignità e i diritti di ogni persona, lavorare per una più equa distribuzione delle risorse naturali e dei frutti del lavoro umano...

Pubblicato su: La Stampa