Primo straniero è il cristiano


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Olio su tela
FRANCO GENTILINI, Il banchetto, 1952
La Stampa, Tuttolibri
di ENZO BIANCHI
C’è qualcosa di intrigante nel titolo della Fiera del Libro di quest’anno

La Stampa, Tuttolibri, 9 maggio 2009

IO, GLI ALTRI
I nostri libri e CD alla Fiera del libro
Torino, 14-18 mag
gio 2009

C’è qualcosa di intrigante nel titolo della Fiera del Libro di quest’anno, un particolare apparentemente secondario che in realtà obbliga a soffermarsi con intensità sul soggetto scelto e sui termini che lo definiscono. È quella semplice virgola, quel piccolo segno che unisce e separa, che impone una sosta alla voce e al pensiero: non un punto, né una congiunzione, nemmeno una preposizione, né un aggettivo – tutti elementi che potrebbero orientare in un senso o nell’altro il nesso tra i due termini e, ancor di più, tra le due realtà esistenziali. Credo che molto della riflessione su questo tema dipenda da come interpretiamo quella virgola, da quali espressioni pensiamo le siano soggiacenti.

La semplice giustapposizione dei due termini – uno al singolare, l’altro al plurale – può infatti aprirsi e divenire un ponte gettato tra due mondi, oppure un muro che li separa o ancora una strada che li mette in comunicazione. Vi si può leggere anche l’opportunità di un intreccio fecondo tra l’uno e l’altro, l’insopprimibile connessione che li abita. Sì, perché “io” esisto in quanto essere-in-relazione: con quanti mi hanno preceduto, con chi è o è stato accanto a me, il mio “prossimo”, con coloro che ho avuto o avrò modo di incontrare nella mia vita, con il pensiero, la vita e le azioni di persone che non ho mai conosciuto personalmente e perfino con chi non conoscerò mai ma che contribuisce con la sua esistenza, le sue gioie e le sue sofferenze a quel mirabile corpo collettivo che è l’umanità.