Benedetto XVI sul crinale del monte Nebo


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Ma se questi sono gli assi portanti del viaggio di Benedetto XVI in Giordania e Israele, il discorso tenuto ieri all’uscita della moschea al-Hussein bin-Talal di Amman, era atteso da molti come un passo ulteriore nella comprensione reciproca dopo il discorso all’università di Regensburg. In realtà l’intera storia del rapporto tra cristiani e musulmani è stata “spesso segnata da incomprensioni”, ma anche i casi più recenti hanno mostrato come sia possibile uscirne se si è “memori della comune origine e dignità di ogni persona umana”. Ed è questo esercizio di memoria sapiente che ha generato l’approfondimento della discussione con il documento “Una parola comune”, riflessione di autorevoli esponenti del mondo musulmano sul tema nodale dell’amore di Dio e del prossimo, e le successive occasioni di confronto franco e cordiale rinnovate da Benedetto XVI a mostrare come per lui e per la chiesa cattolica sia decisivo il dialogo interreligioso e la ricerca di cammini condivisi di umanizzazione. Così il papa ad Amman ha potuto riprendere i due poli del dibattito con l’islam: da un lato l’incompatibilità tra religione autentica e violenza – “la religione viene sfigurata quando è costretta a servire il disprezzo, la violenza e l’abuso” – e, d’altro lato, la ragionevolezza dell’aderire a una religione rivelata che “protegge la società civile dagli eccessi di un ego ingovernabile, che tende ad assolutizzare il finito e ad eclissare l’infinito; fa sì che la libertà sia esercitata in sinergia con la verità, ed arricchisce la cultura con la conoscenza di ciò che riguarda tutto ciò che è vero, buono e bello”. Quando invece, in contrasto con la sua autentica essenza, la religione viene “costretta a servire l’ignoranza e il pregiudizio”, allora essa si rivela “corrotta” e incapace di rendere la testimonianza che tutti gli esseri umani sono in diritto di attendersi dai credenti. Sì, il richiamo alla ragione umana, mai in contrasto con la fede ma capace di salvaguardare la religione da eccessi e fanatismi, è un punto fermo del magistero di questo papa.