Benedetto XVI sul crinale del monte Nebo


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Così, dal monte Nebo alla moschea di Amman, viene dal papa un invito a non lasciare che le menti si restringano in una visione angusta di se stessi e del rapporto con gli altri: l’approfondimento della propria fede e l’ascolto delle convinzioni sincere dell’altro non possono che ampliare “gli orizzonti della comprensione umana”. Se poi a questo futuro promesso di pace e di giustizia sia concesso di accedere anche a noi o se invece, come Mosè, dobbiamo accontentarci di contemplarlo da lontano, resterà comunque nel cuore del credente la consapevolezza non solo di averlo intravisto, ma anche di aver condotto i propri passi e aver aiutato quelli degli altri fino al crinale di un presente aperto su un futuro di speranza. Su quelle terre così segnate da violenze e ostilità, Benedetto XVI appare come un pellegrino saldo non solo nella fede ma anche nella speranza, come chi vede l’invisibile.

Enzo Bianchi