Oltre la logica dello scambio

È questo il respiro ampio che attraversa le pagine della nuova enciclica. Non a caso, Benedetto XVI l’ha voluta ricollegare con forza e convinzione al magistero sociale della chiesa quale è venuto dispiegandosi nell’ultimo secolo, proponendo in particolare una sapiente e approfondita lettura della Popolorum progessio di Paolo VI pubblicata “in fecondo rapporto con il concilio e in particolare la Costituzione pastorale Gaudium et spes”. Il “messaggio della Popolorum progessio” non è solo l’oggetto, e il titolo, del primo capitolo della nuova enciclica, ma attraversa l’intera Caritas in veritate, servendo da filo conduttore delle riflessioni di Benedetto XVI. Del resto è un testo che, riletto a distanza di oltre quarant’anni, non appare per nulla desueto, ma mostra ancora una volta tutta la sua portata profetica: in questi decenni abbiamo assistito alla fine dell’eurocentrismo, alla scomparsa del colonialismo, al crollo delle ideologie dominanti – dall’implosione del socialismo reale alla crisi del liberalismo – ma la voce autorevole della chiesa nel campo sociale ha conservato una profonda continuità, mostrandosi “un unico insegnamento, coerente e nello stesso tempo sempre nuovo”. Certo, gli eventi più o meno recenti che hanno scosso radicate convinzioni nell’approccio alle realtà sociali ed economiche – dalla globalizzazione alla crisi che stiamo attraversando – vengono attentamente presi in considerazione e forniscono lo stimolo per una lettura non disincarnata del mondo e delle sue vicende, ma lo sguardo sa volgersi alle esperienze del passato, sa spingersi a scrutare l’orizzonte futuro, sa scendere più in profondità proprio grazie a quel “pensare in grande” che è proprio della chiesa come comunità vivente e non solo come istituzione storica. Ogni qualvolta la chiesa rilegge il proprio passato è chiamata, infatti, a farlo alla luce della parola di Dio e percependo se stessa come un’unica realtà viva, abitata da una comunione che va al di là dell’appartenenza a un determinato periodo storico o a una specifica realtà geopolitica.

Pubblicato su: La Stampa