Comunione, quando l'amore diventa comunità

La vita del cristiano e della chiesa deve perciò essere plasmata dalla comunione, la quale non è una tra le tante opzioni, bensì la forma ecclesiae fin dai primi passi compiuti dai discepoli all’indomani della resurrezione del Signore Gesù Cristo e della discesa dello Spirito santo: la chiesa è comunione, ovvero, “la comunione incarna e manifesta l’essenza stessa del mistero della chiesa” (Giovanni Paolo II). Nella chiesa non c’è posto per l’atteggiamento di sufficienza di chi afferma di non avere bisogno dell’altro; non c’è alcuna possibilità di dominare come fanno i grandi di questo mondo; non si può partecipare alla vita ecclesiale senza che un vero sensus ecclesiae sia anteposto all’appartenenza al gruppo o al movimento; nella chiesa non è possibile contraddire quella comunione dei beni spirituali e materiali che il Signore ci ha chiesto come segno del nostro essere suoi discepoli.

Certo, la comunione dei cristiani tra loro e con Dio nel pellegrinaggio della chiesa verso il Regno sarà sempre fragile, continuamente messa alla prova e sovente anche contraddetta; sarà una comunione che tende a essere piena ma che tale non sarà mai, se non nel Regno eterno. Ma questa fragilità, questa incompletezza non esonera le generazioni dei credenti dal percepire la propria chiamata a “essere un cuore solo e un’anima sola”, nel vissuto quotidiano: le esigenze poste dai sommari degli Atti non hanno perso nulla della loro attualità e del loro valore normativo per la prassi cristiana. Se mai, occorrerebbe l’onestà di chiedersi per quale motivo oggi siamo così restii ad ascoltare queste parole, che suonano ormai come desuete agli orecchi della maggior parte dei cristiani: perché insistiamo tanto su alcuni aspetti dell’agire morale, mentre preferiamo tacere sulla necessità della condivisione materiale dei beni, via maestra per eliminare il bisogno e la povertà? È la nostra una stagione che mette a tacere e disattende questa esigenza ineludibile della “buona notizia” cristiana?

Pubblicato su: Avvenire