Le ragioni cristiane dell'ecologia

1979, bronzo h 285cm, Philippsburg
GIACOMO MANZÙ, Pax eterna
La Stampa, 20 dicembre 2009
di ENZO BIANCHI
Il messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace del prossimo 1° gennaio è passato praticamente inosservato. Eppure la tematica scelta quest’anno è di cocente attualità

La Stampa, 20 dicembre 2009

Mentre l’attenzione mondiale era rivolta alle discussioni di Copenhagen sul clima della terra e quella italiana alle conseguenze del gesto di uno psicolabile sul clima della convivenza civile, il messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace del prossimo 1° gennaio è passato praticamente inosservato. Eppure la tematica scelta quest’anno è di cocente attualità nel suo indicare il nesso profondo tra la pace e la custodia del creato. Pace, infatti, non è solo assenza di guerre – anche se questo è quanto attendono da troppo tempo ormai tanti uomini e donne nelle più diverse regioni del globo – ma anche una vita piena, in armonia con la creazione, abitata dalla memoria riconciliata con il passato, dalla giustizia per il presente, dalla speranza per il futuro. Così, riprendendo e sviluppando alcune tematiche già presenti dell’enciclica Caritas in veritate, Benedetto XVI sottolinea alcuni elementi irrinunciabili nella riflessione contemporanea sui problemi che affliggono il mondo.

Innanzitutto, la consapevolezza della responsabilità che noi esseri umani abbiamo nei confronti dell’ambiente naturale e dei più deboli tra noi, in particolare “i poveri e le generazioni future”. Poi la capacità che la chiesa, “esperta in umanità”, ha di ribadire “l’urgente necessità morale di una nuova solidarietà” – inter-generazionale e intra-generazionale, capace cioè di proiettarsi “nello spazio e nel tempo” – che nella situazione odierna non può che coniugarsi con “una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo” e con la “sobrietà”. Ma vi anche la percezione di una dicotomia sempre più pronunciata tra i rari “progetti politici lungimiranti” e i sempre più frequenti “miopi interessi economici”: dicotomia particolarmente preoccupante oggi che la politica, anche mondiale, pare appiattirsi sull’economia, quasi rassegnata a divenirne serva impotente.

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