Ospitate in voi l'ospitalità


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Olio su tela
TRENTO LONGARETTI, Viandanti
Il Sole 24 Ore, 23 maggio 2010
di ENZO BIANCHI
Ospitare è uscire dalla logica dell'inimicizia, è fare del potenziale nemico un ospite. Dovremmo imparare a pensare il grado di civiltà in riferimento al livello dell'umanità e del rispetto dell'umanità dell'uomo

Il Sole 24 Ore, del 23 maggio 2010

Oggi, praticare l'ospitalità nei modi in uso presso le popolazioni seminomadi che del Medioriente, di cui anche l'episodio di Abramo a Mamre è testimonianza, appare sempre più difficile: un'antica consuetudine, presente in tutte le culture come dovere sacro, si sta smarrendo soprattutto in quella che chiamiamo la civiltà "occidentale". Le cause di tale fenomeno sono certamente molteplici. In primo luogo, il declino della prassi dell'ospitalità è provocato dal carattere consumistico della società occidentale. Il mercato oggi si è impadronito anche dell'ospitalità strappandola alla gratuità e facendone un affare commerciale, un business.

Bisogna inoltre mettere in conto la mutata tipologia della presenza degli stranieri nelle nostre società. Una presenza non più sporadica o stagionale ma consistente, stabile e - a differenza dei flussi migratori conosciuti a partire dal XIX secolo -"plurale": gli stranieri giungono tra di noi da paesi, culture e mondi religiosi distanti da noi e tra di loro. Di conseguenza, molti degli "autoctoni" si sentono minacciati nella loro identità culturale e religiosa, oltre che in termini di occupazione e di sicurezza, così che gli stranieri finiscono per incutere paura. La paura di chi è diverso e il ripudio di forme culturali, morali, religiose e sociali lontane da noi finiscono per spingerci sempre più velocemente verso la sfera del "privato", l'isolamento, la chiusura all'altro, magari mascherati da custodia della propria identità.