Perchè non possiamo non conoscere la Bibbia

 

Ambizione eccessiva? Ma accostarsi in modo laico e pluridisciplinare alla Bibbia può davvero costituire l’indispensabile approfondimento delle radici culturali e storiche che alimentano il sistema di valori in cui ciascuno crede e fornire, d’altro lato, una maggiore consapevolezza della comune lotta anti-idolatrica che ogni persona di “buona volontà” è chiamata a sostenere in nome della propria e dell’altrui libertà. Ogni giorno infatti, tutti noi, credenti e non credenti, siamo chiamati a un combattimento non per sopraffare i nostri simili ma per affrancarci da vecchie e nuove schiavitù e ribadire la grandezza, la libertà e la dignità di ogni essere umano. Perché se esiste una frontiera tra fede e non fede, tra libera adesione a una realtà altra e più grande di sé e asservimento al proprio egoismo e alla mentalità dominante, questa non segue confini di stati o di epoche, non separa confessioni religiose o correnti di pensiero, ma passa nel cuore di ogni persona, a prescindere dalla fede che professa o meno: è lì, non altrove, che il seme di senso contenuto nel “grande codice” può germogliare e produrre i frutti più diversi, a beneficio dell’intera collettività.

Enzo Bianchi

Pubblicato su: La Stampa