Quei falò che scaldano l'anima


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Ma anche questa tradizione di veglia così semplice e intensa stava per tramontare: ricordo quando, ancora adolescente, vidi per la Madonna d’agosto dei preparativi fino ad allora sconosciuti dalle nostre parti: qualcuno aveva pensato di portare in paese il “ballo a palchetto”, quella struttura mobile in legno che, montata in piazza per una settimana, allettava ragazzi e ragazze con la possibilità di ballare. Era la grande novità e, assieme al palco per il ballo, ecco apparire i banchetti dei venditori di torrone, di pateche – così chiamavamo le angurie, per evidente influsso francese sul dialetto – e di gelati. Al mio paese, un tal Livé, che aveva fatto la guerra di Abissinia, si era procurato un proiettore con cui agli inizi degli anni ‘50 aveva cominciato a dare dei film in un garage vicino al bar che gestiva con la moglie e i suoi figli. Già questo era stato di grande turbamento per il paese e soprattutto per il parroco, che doveva ormai riconoscere la presenza, e il successo, di altre iniziative sociali al di fuori di quelle della chiesa. Senza contare che a volte si proiettavano anche film vietati ai minori... immancabile allora il cartello in fondo alla chiesa che ammoniva perentorio: “film sconsigliato!”, “pellicola proibita!”. Non soddisfatto, Livé pensò più tardi di creare anche una pista da ballo permanente, in cemento, accanto al bar,dotato di un jukebox... Al parroco sembrò la fine: si sarebbe sempre potuto ballare al ritmo di musica e canzoni “americane”... Era un affronto alla chiesa, un attentato alla morale e alle tradizioni! Il parroco cercò in tutti i modi di ostacolare il progetto: Livé e il prete diventarono “nemici” e l’intero paese guardava tra il preoccupato e il divertito quella “guerra” per la gestione del tempo e dei valori da trasmettere ai giovani. Naturalmente, la pista da ballo venne realizzata e i ragazzi ogni sera erano là... altro che il ballo a palchetto per quattro giorni all’anno!

Il parroco tuonava inutilmente, dal pulpito reale e da tutti quelli metaforici, cercando di opporre resistenza al “nuovo” che invadeva la vita del paese. Fu tutto inutile: le canzoni americane risuonavano allegre, i giovani le cantavano senza neanche conoscere una parola di inglese, il ballo era sempre più un’occasione per avvicinare i corpi. Il buon prete attivò anche una sorta di concorrenza da opporre alla “balera”: un grande televisore installato nella sala parrocchiale, ma chi andava a vederlo, visto che molte famiglie cominciavano a procurarsene uno loro?