Stare a tavola, ecco le buone regole

© 2010 Einaudi - pagine 132, euro 17
© 2010 Einaudi - pagine 132, euro 17
Avvenire, 1 dicembre 2010
di ENZO BIANCHI
La tavola è il luogo della fiducia nell’altro, dello sperare insieme qualcosa di comune per il futuro, dell’amore nello scegliere, preparare, offrire e servire il cibo agli altri

Il libro: Un viaggio nel tempo per ritrovare il senso della storia e della memoria I giorni degli aromi. I giorni del focolare. I giorni del presepe. I giorni della memoria. Luoghi e tempi che attraversano gli anni, segnano il ritmo delle nostre gioie e dei nostri incontri per diventare l’intera vita. Ogni cosa alla sua stagione, il titolo del libro di Enzo Bianchi (foto sotto) che esce domani in libreria per i tipi di Einaudi (pagine 132, euro 17) e che fa seguito al grande successo avuto da «Il pa­ne di ieri» (2008), è un detto proverbiale che il mo­naco e priore di Bose immagina nello scandirsi del­la vita dell’uomo di oggi. Le quiete ore del ricordo e della meditazione, i pranzi consumati insieme, gli istanti dell’amicizia che scalda il cuore. «Quest’an­no ho piantato un viale di tigli, li ho piantati per ren­dere più bella la terra che lascerò, li ho piantati per­ché altri si sentano inebriati dal loro profumo, co­me lo sono stato io da quello degli alberi piantati da chi mi ha preceduto», scrive Bianchi. Come l’albero misura il passare del tempo col suo tronco che di anno in anno aumenta di un cerchio, così anche la riflessione di Bianchi mantiene quel­lo sguardo della compassione che conosce il cuore umano e sa che anche la nostra esistenza è un cer­chio che ripete se stesso ma si allarga per riconoscere «la vita continua e sono gli uomini e le donne che si susseguono nelle generazioni, pur con tutti i loro errori, a dar senso alla terra, a dar senso alle nostre vite, a renderle degne di essere vissute fino in fon­do ». Dal volume pubblichiamo in antepri­ma il capitolo sul significato di stare a tavola insieme, un gesto che più di ogni altro se­gna il confine della nostra umanizzazione.

 

Pubblicato su: Avvenire