Pasqua: bisogna credere l'incredibile

 

Quale elementi della fede cristiana possono interessare il non cristiano, chi non ha la fede in Dio e in Gesù Cristo? Il cristiano infatti crede che Gesù è stata risuscitato da Dio, ma perché? Perché Gesù era suo figlio, certo, ma più in profondità ancora perché Gesù ha saputo come uomo, in una condizione umanissima, vivere l’amore fino all’estremo, fino a “raccontare il Dio che è amore”. Quell’amore vissuto concretamente e quotidianamente da Gesù con tutti quelli che incontrava – amici e nemici, giusti e peccatori, intelligenti e insipienti – quell’amore che è rimasto intatto anche nella sofferenza, nella persecuzione, nella prova, quell’amore che non si fermava davanti all’avversario e all’omicida, quell’amore non poteva andare perduto. Il duello, sempre presente nelle nostre vite, tra morte e amore, nella vita di Gesù è stato un duello in cui l’amore ha vinto la morte e il male. Per questo Gesù è risorto, perché neanche l’oceano del male e della morte può spegnere l’amore vissuto. Un messaggio così, come può non interessare anche chi non crede in Gesù? L’amore riguarda tutti gli esseri umani!
Ma questo messaggio così forte e liberante è affidato alla povertà dei cristiani. Vi è un passaggio nel racconto della passione fatto dall’evangelista Giovanni che ci rimanda alla responsabilità decisiva che i discepoli di Gesù hanno nell’annunciare la “buona notizia” dell’amore più forte dell’odio. Di fronte al sommo sacerdote che lo interroga “riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina”, Gesù risponde di aver sempre “parlato al mondo apertamente” e conclude: “Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno ascoltato ciò che ho detto loro. Ecco, essi sanno le cose che ho detto”. Ancora oggi quanti non condividono la fede cristiana hanno una via maestra per conoscerla: interrogare i discepoli di Gesù. E questi ultimi hanno la responsabilità di una testimonianza credibile di quanto hanno visto e udito nelle proprie vite.

Pubblicato su: La Stampa