È dell'indifferenza che bisogna avere paura


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/monast59/public_html/templates/yoo_moustache/styles/bose-home/layouts/article.php on line 44

 

Cattolici e politica dopo Todi. Tra le tentazione partitica e il perseverare della diaspora. Quale via indica il Vangelo?
«I cristiani siano il sale della terra, risaltino nella loro identità. Il Vangelo crea la differenza cristiana opposta all’indifferenza. Per il resto, non offre ricette. Le risposte mutano con il mutare delle stagioni. C’è stata l’era della Dc, una forza che ha indubbiamente favorito la crescita italiana. Un’esperienza che non esaurisce sicuramente il rapporto cattolici-politica».

L’unità dei cattolici, semmai, dove può manifestarsi?
«In una dimensione prepolitica, dove i cattolici s’interroghino sulla loro ispirazione, la definiscano, la confermino. Spetterà quindi ai laici la traduzione tecnica dei principi nella sfera politica».

Mezzo secolo fa, nel 1963, l’avvio del Concilio, che raccomanderà «un contatto continuo con le Scritture». A che punto si è?
«Di passi, e significativi, se ne sono fatti. Da ultimo, l’esortazione apostolica di Benedetto XVI Verbum Domini: è un documento epocale, chiede, incoraggia, il contatto personale del cristiano con la Parola di Dio. Un invito a spolverare le Bibbie che sonnecchiano nei nostri scaffali».

Auspica un Concilio Vaticano III?
«No, bisogna ancora che dia appieno i suoi frutti il Vaticano II».

Che cosa, in particolare, attende d’essere realizzato?
«Il cammino sinodale, il “camminare insieme” di padre Pellegrino: insieme Papa, vescovi, presbiteri, fedeli».

Lei, in «Perché avete paura?», dice di Gesù: «Non teologo, ma narratore di Dio». Non crede che la teologia, il ragionar di Dio, rischi di esaurire Dio?
«Sì, può succedere, succede. Occorre tornare alla narrazione, fatta attraverso una vita umana. Gesù ha raccontato Dio, dice Giovanni. Dio nessuno l’ha mai visto, ma la vita umana di Gesù ce lo ha rivelato».