Pedofilia e chiesa olandese

 

Emblematico in questo senso mi pare il modo in cui si è trattato la recente pubblicazione dei risultati dell’inchiesta svolta in Olanda da una commissione indipendente sugli abusi nei confronti dei minori ad opera di istituzioni della Chiesa cattolica. Non si pretende che chi ne parla debba leggersi l’intero dossier redatto in neerlandese, ma basterebbe attenersi alla dozzina di pagine dei quattro comunicati stampa in lingua inglese e si eviterebbero distorsioni e veri e propri travisamenti. Innazitutto si sarebbe messo in rilievo che la commissione indipendente era stata voluta dalla stessa chiesa cattolica olandese – diocesi e congregazioni religiose – proprio per avere uno sguardo oggettivo e critico non solo sui comportamenti dei preti pedofili ma soprattutto sulle modalità in cui vescovi e superiori religiosi hanno fatto o non hanno fatto fronte alla tragica situazione in oltre sessant’anni.

Inoltre si sarebbe potuto valutare meglio il contesto socio-culturale proprio all’Olanda, così diverso, per esempio, di quello dell’Irlanda e profondamente mutato dai primi anni quaranta a oggi: nei Paesi Bassi la chiesa cattolica è fortemente minoritaria, nell’opinione pubblica sono presenti persino movimenti politici che caldeggiano la legalizzazione dei rapporti sessuali con i minori – tesi difese anche da alcuni opinionisti nostrani ora severissimi contro la chiesa! -, come in altri paesi dell’Europa settentrionale c’è meno tendenza all’omertà verso certi comportamenti e accuse...

Pubblicato su: La Stampa