Olivier Clément: la passione per la chiesa una


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/monast59/public_html/templates/yoo_moustache/styles/bose-home/layouts/article.php on line 44

 

Ripenso anche all’ultimo dei nostri incontri, quando avevamo deciso di riprendere con rinnovato vigore il suo progetto di un’antologia ragionata di testi patristici, progetto che purtroppo sarebbe giunto a compimento solo dopo la sua morte: volle che la presentassimo come “{link_prodotto:id=933}”, nuovo “amore del bello”, perché riteneva necessario offrire una nuova raccolta di quei testi antichi, un florilegio capace di far percepire agli uomini e alle donne di oggi l’unitarietà e insieme la variegata bellezza del patrimonio cristiano: nella stagione in cui le chiese d’oriente e d’occidente hanno ripreso non solo parlarsi, ma anche a scambiarsi autentici tesori di spiritualità, bisogna infatti predisporre strumenti che rendano accessibili a un più vasto pubblico parole evangeliche che non conoscono né accettano barriere confessionali.

Clément non temeva di usare parole profetiche, a volte scomode per gli uni o poco diplomatiche per altri: gli ardeva nel cuore l’amore per il Signore, la parresia evangelica, la luce gioiosa della risurrezione, dimensioni di fede che mal si adattavano a calcoli e a opportunismi. Del resto, Clément sapeva cogliere quella luce della risurrezione e tradurla in speranza anche nelle situazioni più difficili, anche per quanti giacevano nelle tenebre, protagonisti di “memorie dal sottosuolo” chiamate a diventare testimonianze della grandezza e della dignità di ogni essere umano.

Certo, a tre anni di distanza, la sua passione per l’unità dei cristiani ci manca: ci manca il suo non arrendersi alla divisione, il suo scavare negli scritti dei padri per ritrovare la consonanza del Vangelo, ci mancano il suo sguardo fisso sul Risorto, il suo acume teologico, la sua compassione per l’uomo sofferente. Ma non è una mancanza nostalgica, non è amarezza di delusione, non è rimpianto di una stagione che non torna. È piuttosto anelito che si fa più forte proprio grazie a un “vuoto”, è un’assenza che fa sentire tutto il peso e la ricchezza del suo “essere lì”, come un’impronta che ci ricorda che quel cammino è stato percorso, è possibile, è anche alla nostra portata. Sì, le “visioni” di Clément sono semi della Parola sparsi con abbondanza e irrigati con sapienza antica come la chiesa una: sono semi che il Signore stesso non cessa di far crescere.

Enzo Bianchi

vi segnaliamo i libri di Olivier Clément
presso la nostra casa editrice Qiqajon:

{link_prodotto:id=977}

{link_prodotto:id=933}

{link_prodotto:id=246}

{link_prodotto:id=322}

{link_prodotto:id=391}

{link_prodotto:id=466}

{link_prodotto:id=344}

  • 1
  • 2