Il Cantico, faccia terrena dell'amore


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GIACOMO MANZÚ, Adamo ed Eva
GIACOMO MANZÚ, Adamo ed Eva
La Stampa, 14 marzo 2012
di ENZO BIANCHI
Quando Dio, guardando ad Adamo ed Eva, ha esclamato che era “cosa molto buona”, si è rallegrato e si rallegra  ancora e sempre dell'amore autentico

La Stampa, 14 marzo 2012

Nel Cantico dei cantici vi è anche la faccia terrena, umana dell'amore. Un aiuto alla sua comprensione ci viene dalla celebre espressione di Tertulliano, caro cardo salutis, “la  carne è il cardine della salvezza”: è con questo corpo che l'essere umano si salva, è con questa carne che riceve la carne  di  Cristo  affinché l'uomo  sia  divino.  Nel  cristianesimo non ci dovrebbe essere angoscia nei confronti della sessualità, né cinismo verso il corpo: questi, infatti, è realtà voluta da Dio. Allora il Cantico è cantico  dell'amore terreno, ma sempre visto di fronte a Dio. Fin dal primo movimento del poema troviamo un versetto decisivo: la nascita dell'amore porta a essere gli uni per gli altri.  “Il mio amato è per me e io sono per lui” ricalca la formula dell'alleanza per eccellenza: “Voi siete per me il mio popolo e io sarò per voi il vostro Dio”. E san Paolo nella Prima Lettera ai Corinti afferma: “Il corpo è per il Signore e il Signore è per il corpo”, facendo poi discendere la resurrezione proprio dall'alleanza tra il Signore e il corpo. Nel Cantico c'è l'eloquenza dell'amore nato e cresciuto che diventa alleanza: è un amore tra una ragazza e un ragazzo, non tra sposa e sposo, ma questo dovrà essere celebrato nell'alleanza, preciso segno dell'amore di coppia. È un amore terreno ma incastonato in un patto: “Il mio amato è per me e io sono per lui”.

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