Il Cantico, faccia terrena dell'amore

 

L'amore è incontro di due amanti, tra un io e un tu; in questa relazione duale l’amante chiama regina l’amata, questa chiama re l’amato, l’amata è unica: “Unica è la mia colomba ... Tu sei come l'aurora, bella come la luna, fulgente come il sole...” L’amante che viene meno per lo sguardo le dice: “No, non guardarmi, distogli i tuoi occhi, non resisto” E l’amata risponde: “Il tuo palato  nel baciarti è vino dolce ... Io sono per il mio amato e la sua brama è verso di me” (Ct 7,11). Questo è un versetto capitale che capovolge la constatazione di Genesi 3,6, dove si dice alla donna: “Verso l'uomo sarà la tua brama, ma lui ti dominerà”: qui l'orizzonte è quello finale, non l'orizzonte della storia con tutte le violenze e i soprusi vissuti nell’amore e verso le donne, soprusi di cui non siamo abbastanza consapevoli; qui è narrata la brama dell'uomo verso la donna, è cantata la reciprocità della brama, dunque la reciprocità dell'amore.

Infine, alcune parole che non si riesce a capire da chi siano pronunciate: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore”. È la terza parola di questo amore umano: dopo l'alleanza (“Io sono per lui, lui è per me”), dopo l'unicità (“Unica è la mia  colomba”) ecco che l'amore va sigillato: unico l'amore, unica l'alleanza su cui è posto  il sigillo delle nozze. “Perché l'amore è forte come la morte, tenace come l'inferno, fuoco  divorante, fiamma divina”: è questa l'unica volta che compare un’allusione a Dio nel Cantico, e compare legata all'immagine dell'amore fuoco divorante, fiamma divina. Davvero l'amore cantato dal Cantico è amore umanissimo, terreno ma l’amore è in se stesso divino, eterno, capace di ingaggiare un duello con la morte. Quando Dio, guardando ad Adamo ed Eva, ha esclamato che era “cosa molto buona”, si è rallegrato e si rallegra  ancora e sempre dell'amore autentico, terreno ed erotico come quello descritto nel Cantico, l'amore di un ragazzo e di una ragazza, di un uomo e di una donna, l’amore di due amanti che anche celebrando l’amore nella liturgia dei corpi raccontano che l’amore vince la morte e va oltre la morte. Nessun amore andrà perduto, ma sarà per l’eternità.

Enzo Bianchi

Pubblicato su: La Stampa