Perchè serve un giorno di festa


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/monast59/public_html/templates/yoo_moustache/styles/bose-home/layouts/article.php on line 44

1974, affresco su tela cm 24,5x41,5
BRUNO SAETTI, Paesaggio con sole
La Stampa, 29 aprile 2012
di ENZO BIANCHI
Davvero la festività condivisa è strumento per l’umanizzazione di ciascuno, credente o no. E qui i cristiani dovrebbero farsi capire meglio: la difesa

La Stampa, 29 aprile 2012

Le recenti polemiche sull’apertura di negozi e centri commerciali alla domenica e nelle festività civili come il 25 aprile o il 1° maggio ci porta a riflettere su una delle grandi conquiste registratesi in occidente, grazie soprattutto all’ebraismo e al cristianesimo: l’affermazione di un giorno settimanale – il sabato per gli ebrei, il giorno dopo, la domenica, per i cristiani – come giorno di riposo per tutti, tempo di festa condivisa e anche di assemblea per i credenti, che insieme confessano la loro fede e celebrano il culto al Signore nel quale mettono la loro speranza. Un giorno di tregua al neg-otium, al tempo che “nega l’ozio”, per dedicarsi appunto all’ otium che non è il “far niente” della pigrizia, ma una presa di distanza dalla propria opera, un antidoto all’alienazione possibile anche nel lavoro.    

Per secoli la domenica, nei paesi segnati dalla cristianità, era quasi per tutti il giorno dell’astensione dal lavoro, giorno di festa in cui era possibile incontrarsi, rinnovare e approfondire le relazioni, permettersi un po’ di svago e di divertimento. Sappiamo bene come, soprattutto nella cultura contadina ma anche in quella di tanti quartieri cittadini, fino a pochi decenni or sono la domenica era la domenica, un giorno diverso atteso da tutti. Da parecchi anni invece – oltre al moltiplicarsi di attività che richiedono la presenza al lavoro di quanti si dedicano a mansioni che permettono la vita sociale e fronteggiano le emergenze (trasporti, spettacoli, giornali, ospedali e presidi medici, servizi sociali...) – è emersa sempre più la tendenza a lavorare anche di domenica, dapprima per non diminuire la produttività degli impianti e, ultimamente, per garantire l’apertura generalizzata di negozi e grandi magazzini.