Che cosa significa mangiare insieme


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Olio su tela
ARCABAS, Pane e vino
La Repubblica
20 dicembre 2012
di ENZO BIANCHI
Abbiamo bisogno di questo “sì”, di dire “grazie” e vivere la gratitudine verso la terra, verso gli altri

La Repubblica, 20 dicembre 2012

In tutte le culture la festa è l’occasione per “vivere insieme” un evento, una memoria, un’appartenenza, una speranza condivisa ma nelle culture ispirate dal cristianesimo la festa del Natale è sentita anche da parte di chi non professa la fede nella nascita a Betlemme di Gesù di Nazaret, il Dio fatto uomo. Per cristiani e non cristiani queste feste natalizie accolgono il senso che viene loro dato, ma soprattutto offrono l’occasione a quanti si sentono legati da sentimenti affettivi di “stare insieme”.

Natale rimane così nel sentimento di moltissimi uomini e donne dell’occidente la festa in cui si celebra l’amore. Certo, non sempre e non nello stesso modo, perché gli eventi della vita possono oscurare la festa o impedire di assaporarla in modo pieno, ma non appena la data si avvicina, nel cuore si fa strada la domanda: “Con chi vivrò quei giorni? con chi condividerò il pranzo di festa? con quali piatti allieterò la tavola?”.

Sappiamo fin troppo bene che le feste natalizie oggi, segnate dalle esigenze del consumismo che si fanno sentire già a novembre, sono percepite come occasioni per scambiarsi doni in una società opulenta e, seppure in crisi, incapace di sobrietà e portano con sé abitudini che fanno ripetere gesti e parole magari svuotati di passione. Eppure dobbiamo riconoscere che restano un’occasione per “vivere insieme” qualcosa: davvero la ragione profonda permane non sconfitta in queste feste è lo “stare insieme”. Gli esseri umani sentono questo bisogno nonostante lo sfilacciamento della vita sociale, l’individualismo dominante che ammorba l’esistenza, la diffidenza e la paura dell’altro che ormai minaccia anche la vita familiare. Trovarsi insieme, aprire almeno per un giorno la casa ad altri che abitualmente non vivono con noi ma che noi amiamo, cercare di contraddire la solitudine, l’isolamento cui sovente sembriamo condannati dalla vita di oggi e dalle architetture che abitiamo: questo può essere il Natale.