Così Benedetto ha rivelato il suo cuore

 

La fede salda che ha sempre avuto gli fa dire che non si è sentito solo, e questo l’aveva detto in un momento critico vissuto nella sua curia, anche se in realtà la solitudine fa parte di chi presiede una Chiesa con una responsabilità propria e unica come quella del vescovo di Roma. Durante tutto il suo pontificato ha però sempre insistito sul dato che i cattolici devono credere e credono che la Chiesa è di Cristo, non è né del papa, né dei cardinali, né dei vescovi, né di qualsiasi «personaggio cattolico». Questa distinzione tra persona e servizio ha portato il papa alla rinuncia, evento nuovo e grave – secondo le parole del papa – ma dettato dal suo amore per la Chiesa. Quanto diceva sul decentramento necessario a ogni autorità nella Chiesa rispetto al Signore Gesù Cristo, il papa lo ha anche realizzato e mostrato concretamente.

E qui ci è dato un saggio di cosa significhi obbedire alla voce di Dio presente alla coscienza di ogni persona: Benedetto XVI ha pregato, ha chiesto la luce divina, poi ha cercato di giudicare se la scelta avveniva per amore della Chiesa o per amore di se stesso, ha valutato se era veramente nella logica del bene comune, del bene massimo della Chiesa, la comunione, e quindi con decisione, fermezza, parresia, cioè franchezza, ha manifestato ciò che gli era stato chiesto dal santuario della sua coscienza.

Pubblicato su: La Stampa