Papa Francesco, un'altra chiesa è possibile

Papa Francesco e il Pastorale opera dello scultore LELLO SCORZELLI, 1965 (dono a Paolo VI a termine del Concilio Vaticano II)
Papa Francesco e il Pastorale opera dello scultore LELLO SCORZELLI, 1965 (dono a Paolo VI a termine del Concilio Vaticano II)

La Stampa, 9 giugno 2013
di ENZO BIANCHI
Papa Francesco sta “in medio ecclesiae”, non al di sopra, senza esenzioni né immunità. Per questo ci autorizza a sognare, o meglio a invocare

 

La Stampa, 9 giugno 2013
di ENZO BIANCHI

     Da quasi cento giorni risuona l’espressione “papa Francesco”, un’espressione che accende una serenità e a volte anche una gioia in chi la pronuncia e in chi l’ascolta. Ho la chiara memoria che questo avveniva già più di cinquant’anni fa quando si evocava papa Giovanni (semplicemente, senza l’indicazione del numero che lo seguiva).     

Va riconosciuto: nella chiesa cattolica “è cambiata l’aria”, “c’è un nuovo respiro”. Queste sono parole molto significative che si ascoltano dalle labbra di vescovi, presbiteri e semplici fedeli. Negare il mutamento che si è verificato sarebbe non voler aderire alla realtà nuova che si è configurata. Ora, molti temono che affermare il cambiamento, la novità di questo pontificato possa coincidere con una critica o addirittura con una contrapposizione rispetto al papa precedente, ma questo è dovuto a una “mitologia” persistente nei confronti del papato, che si vorrebbe segnato da assoluta continuità. La continuità riguarda in verità la fede professata, ma gli stili, i modi di presiedere e di essere pastore devono essere diversissimi, perché i doni del Signore sono diversi tra loro e non solo abbondanti. È tempo che i cattolici comprendano che il ministero di Pietro assunto dai vescovi di Roma è nel suo contenuto sempre lo stesso – confermare nella fede i fratelli ed essere al servizio della comunione tra le chiese –, mentre la forma di questo ministero, come è mutata nei venti secoli della vicenda della chiesa, così muta ancora, anzi dovrà mutare, se tra la chiese si opererà una convergenza ecumenica verso una comunione visibile.    

  C’è stato un cambiamento palpabile, che la chiesa ha accolto con stupore, per la novità portata da papa Francesco nello stile della vita quotidiana; c’è stato un cambiamento nel modo di insegnare da parte del papa; c’è stata la promessa di un rinnovamento dell’esercizio del ministero petrino, attraverso l’inizio di una riforma della curia romana la quale, proprio alla vigilia della rinuncia di Benedetto XVI, si era trovata in contraddizione con l’evangelicità che le è richiesta nel suo essere a servizio del successore di Pietro.     

Pubblicato su: La Stampa