La rottura finale tra la Chiesa e i lefebvriani

 

Ma ecco, il 27 giugno scorso, la dichiarazione definitiva nel venticinquesimo anniversario delle consacrazioni episcopali da parte di Lefebvre. In essa si ricorda il "gesto eroico" dell'ordinazione dei quattro vescovi, per poi ribadire che "la causa dei gravi errori che stanno demolendo la chiesa non risiede in una cattiva interpretazione conciliare... ma piuttosto nei testi stessi!... Questo Concilio ha un magistero determinato a cambiare la dottrina cattolica con le idee liberali, un magistero imbevuto dei principi modernisti del soggettivismo... la chiesa è prigioniera di questo spirito liberale che si manifesta evidente nella affermazione della libertà religiosa, nell'ecumenismo, nella collegialità episcopale e nel nuovo rito della messa".

Quanto prima - lo sappiamo da buone fonti - si procederà da parte della Fraternità san Pio X a nuove ordinazioni episcopali. A quel punto, cosa farà la chiesa cattolica? Rinnoverà le scomuniche tolte da Benedetto XVI? Da parte mia, come mi ero augurato che non fossero comminate scomuniche nel 1988 così spero che non ci sia un rinnovo delle scomuniche in futuro. Papa Francesco nella sua grande misericordia e pazienza dia tempo al tempo, attenda come il buon pastore chi deve tornare all'ovile e si è perso, e tutti i cattolici abbiano comprensione e si vietino ogni polemica, delegittimazione o addirittura disprezzo. L'ecumenismo richiede opera di unità sempre e con tutti, non solo con le comunità o chiese che nella storia si sono trovate diverse da Roma e Roma diversa da loro.

Quello che invece è urgente è che nella chiesa cattolica non ci siano incertezze sul concilio e sulla riforma liturgica. Perché a causa dell'incertezza sovente la celebrazione eucaristica, che dev'essere luogo di comunione, è diventata in questi ultimi anni luogo di divisione e di contrapposizione nelle stesse comunità cattoliche, parrocchie e diocesi. Questo è il grande peccato, questo è lo sfregio al sacramento della comunione della chiesa in Cristo. Noi speriamo che papa Francesco riesca in quest'opera di compaginare nell'unità i cattolici, anche attraverso il rito eucaristico voluto dal Vaticano II e recepito da tutta la chiesa. Ci sia pluralismo, si permetta la celebrazione del rito precedente al concilio, ma cessi l'incertezza sul concilio e sulla riforma liturgica. 

ENZO BIANCHI 

Pubblicato su: La Repubblica