La valigia di Francesco


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È stolto fare paragoni con i papi precedenti, come sarà stolto fare paragoni con quello che verrà, ma ciò che va messo in risalto è che la gente sente che questo papa è un uomo. Si disse di papa Giovanni: "Un cristiano sul trono di Pietro"; si dice di papa Francesco: "Un uomo è diventato vescovo di Roma". Quanto alla liturgia, in essa non ha atteggiamenti ieratici, non assume profili da bassorilievo assiro: siede su una poltrona e non su un trono da re, fa l'omelia in piedi dall'ambone come tutti, ha abbandonato vesti che, seppur degne, non rappresentavano più il sentimento generale che nella liturgia vuole sobrietà. Non si può inoltre dimenticare un gesto liturgico del quale papa Francesco ha di fatto allargato l'interpretazione in modo inedito e forse anche "scandaloso" per alcuni cattolici: il gesto della lavanda dei piedi che si è sempre svolta in San Pietro con chierici, canonici, cardinali.

Ebbene, papa Francesco, in continuità con ciò che aveva fatto nel suo ministero episcopale a Buenos Aires, è uscito dal Vaticano per andare nel carcere minorile romano di Casal del Marmo, dove ha lavato i piedi a dodici detenuti, tra cui anche due ragazze e alcuni non battezzati. Vera interpretazione innovativa! Il Signore ha lavato i piedi lungo tutta la sua vita, cioè si è fatto servo di uomini e donne segnati dalla sofferenza, dalla malattia, dal bisogno, dal peccato: questo ci ricorda l'exeghésato (Gv 1,18) creativo con cui papa Francesco ha raccontato Gesù… Ma il gesto finora più eloquente è certamente stato il primo viaggio apostolico al santuario degli ultimi, dell'umanità sofferente, a quel mare che anziché essere un ponte di fraternità è diventato per molti poveri del mondo, che tentano di andare verso il pane, un luogo di morte. Senza troppe parole ha denunciato l'egoismo della sponda europea del Mediterraneo, ha cercato di causare un sentimento di vergogna in quanti hanno voluto respingere questi poveri o hanno cercato di non ascoltare il loro grido. Quelle sponde europee purtroppo sono abitate soprattutto da cristiani e persone che si dicono tali fino a voler difendere la loro identità e i valori cristiani. Mentre gettava quella corona di fiori verso gli annegati in mare, mentre chiedeva perdono a Dio e alle vittime, ci siamo sentiti anche noi Caino, incapaci di essere custodi dei nostri fratelli. Ci siamo sentiti rivolgere la domanda: «Uomo dove sei? Che umanizzazione è la vostra? …».