Caro Diogneto - 1


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JESUS, gennaio 2009
di ENZO BIANCHI
Nei testi fondanti del cristianesimo troviamo che la fede cristiana mira proprio a sperare per tutti, a portare a tutti una buona notizia, quella dataci da Gesù Cristo
JESUS, gennaio 2009

Negli anni in cui erano redatti gli ultimi libri del Nuovo Testamento, un autore a noi sconosciuto indirizzava un breve scritto a un tal Diogneto, un pagano cittadino dell’impero romano, per spiegargli la novità del cristianesimo, chi erano i cristiani, minoranza ormai presente in tutto il Mediterraneo. Quegli anni erano un tempo di semina per la chiesa, una stagione in cui i cristiani erano a volte osteggiati, talora anche perseguitati, tuttavia essi sapevano nutrire nel loro cuore la macrothymia, questa capacità divina che consente di “sentire in grande”, di leggere la storia e vedere l’umanità con grande amore e forte speranza. I cristiani erano sì minoritari, ma non certo insignificanti: anziché essere angosciati per questa situazione, scorgevano in essa una possibilità di manifestare la propria fede, un’occasione di essere fedeli al vangelo traducendolo nella vita personale e societaria. Questi nostri padri e madri nella fede erano consapevoli che il cristianesimo portava dentro di sé un messaggio di umanizzazione, sentivano la fede cristiana come un’arte del vivere umanamente e comunitariamente,sapevano che la vita cristiana è una vita bella, buona e beata...