Caro Diogneto - 39


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POMPEO PIANEZZOLA, Libro d'oro
POMPEO PIANEZZOLA, Libro d'oro
JESUS, Marzo 2012
Rubrica di ENZO BIANCHI
Come reagire a quanto sta succedendo nella chiesa, in questi ultimi tempi in modo più manifesto di prima? Lamentarci? Già fatto. Denunciare?

JESUS, Marzo 2012
di ENZO BIANCHI

Un’occasione per vivere il vangelo  

Come reagire a quanto sta succedendo nella chiesa, in questi ultimi tempi in modo più manifesto di prima? Lamentarci? Già fatto. Denunciare? Pure, sempre cercando di non offendere la carità né di nominare il “peccatore”! Forse, si tratta di fare anche di questi momenti un’occasione per vivere il vangelo e per continuare ad amare la chiesa anche qualora si dovesse concludere che essa è irreformabile perché impermeabile al Vangelo...

Sappiamo che la chiesa non è una realtà atemporale generata dal testamento di un fondatore: è una realtà storica, è storia e fa storia. Sappiamo anche che nel luogo stabilito per il diritto può esserci l’iniquità (cf. Qo 3,16) e che già nel gruppo dei dodici chiamati attorno a sé da Gesù e coinvolti nella sua vita, la pietra di fondamento ha la tentazione di reagire come Satana e i dodici sono lenti a credere ma pronti a rinnegare e qualcuno persino a tradire Gesù! Dalle parole di Gesù sappiamo anche che nel campo, nello spazio ecclesiale, grano e zizzania crescono insieme, che la zizzania non va sradicata ma che occorre attendere, pazientare e volgere lo sguardo verso quello che sarà il frutto della mietitura.

Allora, perché soffrire? Perché lamentarci di quel lamento che è stato profetico sulla bocca e nel cuore dei profeti dell’Antico Testamento, di Gesù stesso che pianse suGerusalemme, di uomini di chiesa come Basilio il grande o altri padri d’oriente e d’occidente? In questi anni abbiamo osservato il deterioramento che avveniva sotto i nostri occhi: dalla calunnia e la critica feroce attizzate in un sottobosco infido alimentato da blog e giornalisti compiacenti alle diverse fazioni, fino alla denigrazione di uomini e donne che avevano il solo torto di essere leali, non adulatori, non ricercatori di potere e di appoggi nelle diverse curie ecclesiali. Abbiamo notato anche che al grido di alcuni – tra cui lo stesso cardinal Ratzinger a partire almeno dalla Via Crucis celebrata alla vigilia della morte di Giovanni Paolo II – che denunciavano il malessere ecclesiale, il carrierismo, l’avidità del denaro e del potere seguiva subito dopo una serie di eventi che fornivano motivazioni a quei lamenti e a quelle denunce.