Commento al Compendio del Catechismo - 1


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In quest’ottica la preghiera è una “relazione personale e viva”. Ancora meglio, per dirla con il linguaggio biblico utilizzato dalla versione più ampia del Catechismo della Chiesa Cattolica, è una relazione di alleanza: “La preghiera cristiana è una relazione di alleanza tra Dio e l’uomo in Cristo. È azione di Dio e dell’uomo; sgorga dallo Spirito santo e da noi, interamente rivolta al Padre, in unione con la volontà umana del Figlio di Dio fatto uomo” (CCC 2564). Dall’ascolto, attraverso la scoperta che Dio sempre ci precede e desidera entrare in alleanza con ciascuno di noi, nella preghiera ci apriamo al dialogo, alla comunione con il Signore. In questo senso, “la vita di preghiera consiste nell’essere abitualmente alla Presenza del Dio tre volte Santo e in comunione con lui” (CCC 2565).

Ecco l’esperienza della preghiera, che sfugge a ogni definizione e a ogni formula prestabilita: noi ci esercitiamo giorno dopo giorno ad accogliere il dono di Dio, la sua Presenza più intima a noi di quanto noi possiamo esserlo a noi stessi, nella quale “viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (At 17,28). È in questo cammino che ci è dato di conoscere, per grazia, che “Dio ha sete che noi abbiamo sete di lui” (Gregorio di Nazianzo); e di sperimentare che la verità della nostra preghiera si manifesta in una vita conforme all’amore di Cristo (cf. CCC 2565).

ENZO BIANCHI

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