Commento al Compendio del Catechismo - 2


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Il Dio che “ci ha amati per primo” (1Gv 4,19) parla, dando inizio al dialogo; l’uomo, di fronte a questa auto-rivelazione di Dio nella storia, reagisce nella fede attraverso la benedizione, l’adorazione, la domanda, l’intercessione, l’azione di grazie, la lode… In una parola, reagisce attraverso la preghiera, che è sempre risposta a Dio, finalizzata all’amore verso di lui e verso i fratelli. Il Catechismo afferma dunque con ragione: “Il Dio vivo e vero chiama incessantemente ogni persona al misterioso incontro della preghiera. Questo passo d’amore del Dio fedele viene sempre per primo nella preghiera; il passo dell’uomo è sempre una risposta” (CCC 2567). È una verità che spesso dimentichiamo, impegnati come siamo a riflettere sulla nostra preghiera: Dio ci prega molto più di quanto noi preghiamo lui!

 E Dio agisce in questo modo verso tutti gli uomini della terra, nessuno escluso. Ce lo ricorda anche uno bel testo del Concilio Vaticano II: “Nel cuore di tutti gli uomini di buona volontà lavora invisibilmente la grazia. Cristo, infatti, è morto per tutti (cf. Rm 8,32) e la vocazione ultima dell’uomo è in verità una sola, quella divina; perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito santo dia a tutti la possibilità di venire associati, nel modo che Dio conosce, al mistero pasquale” (Gaudium et Spes 22).

ENZO BIANCHI 

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