Commento al Compendio del Catechismo - 6

Famiglia cristiana, 30 settembre 2012
di ENZO BIANCHI
Per adempiere a questa loro delicata missione i profeti si radicano nell’ascolto della Parola di Dio

Famiglia cristiana, 30 settembre 2012
ENZO BIANCHI  

Qual è il ruolo della preghiera nella missione dei profeti?
I profeti attingono dalla preghiera luce e forza per esortare il popolo alla fede e alla conversione del cuore. Entrano in una grande intimità con Dio e intercedono per i fratelli, ai quali annunciano quanto hanno visto e udito dal Signore. Elia è il padre dei profeti, di coloro cioè che cercano il Volto di Dio. Sul Monte Carmelo egli ottiene il ritorno del popolo alla fede grazie all’intervento di Dio, da lui supplicato così: “Rispondimi, Signore, rispondimi!” (1Re 18,37).

(Compendio del Catechismo n. 539) 

 

Nella Bibbia il profeta è un chiamato da Dio per essere un servo della sua Parola, e dunque un suo porta-parola nei confronti degli altri uomini. Egli è sempre intento a un movimento di carattere pendolare, che lo porta a essere come un traghettatore tra due rive: dalla parte di Dio per esortare il popolo, dalla parte del popolo per intercedere presso Dio. Il profeta è “una sentinella per la casa di Israele” (Ez 3,17), che non cessa di difendere i poveri, di pungolare il re, di denunciare i potenti, di condannare i sacerdoti che riducono il culto liturgico a un vuoto formalismo. Egli è pienamente inserito nella storia e dunque la sua preghiera “non è una fuga dal mondo infedele, ma un ascolto della Parola di Dio, … un’intercessione che attende e prepara l’intervento del Dio salvatore, Signore della storia” (CCC 2584).

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