Commento al Compendio del Catechismo - 19

 

E poiché l’Eucaristia, e al suo interno la preghiera eucaristica, è il modello della preghiera cristiana, il cristiano è chiamato a fare dell’intera sua esistenza un’occasione di rendimento di grazie. Alla gratuità dell’agire di Dio verso l’uomo risponde il riconoscimento del dono e la riconoscenza, la gratitudine dell’uomo: i cristiani sono coloro che “rendono continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore Gesù Cristo” (cf. Ef 5,20). Il culto cristiano consiste dunque essenzialmente in una vita capace di rispondere con gratitudine al dono preveniente di Dio: ilcristiano risponde a tale dono facendo della propria vita un ringraziamento, un’eucaristia vivente. Davvero la preghiera di ringraziamento non è solo risposta puntuale a eventi in cui si discerne la presenza di Dio, ma è l’atteggiamento radicale di chi apre la quotidiana trama dell’esistenza all’azione di Dio in lui.

Nella sua sapienza la chiesa ha condensato tutto questo nella preghiera consegnata al cristiano come primo atto della giornata: “Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte”. Sì, ogni giorno, fino a quello della nostra morte, è per noi un dono dell’amore di Dio, che precede, accompagna e segue la nostra vita.

 

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