papa Francesco e il patriarca ecumenico Bartholomeos


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Famiglia cristiana, 24 marzo 2013
di ENZO BIANCHI
Mai un Patriarca di Costantinopoli era venuto a Roma per l’inizio dell’esercizio del ministero petrino. Bartholomeos ha confessato di aver sentito come una spinta, come una necessità di essere accanto a Papa Francesco
Famiglia cristiana, 17 marzo 2013
ENZO BIANCHI

Come ha ascoltato il nuovo vescovo di Roma presentarsi con il nome di Francesco e in quella semplicità umile con la quale, inchinato, chiedeva ai fratelli preghiera e benedizione per lui, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartholomeos ha avvertito il bisogno impellente di venire a Roma per donare la sua presenza al successore di Pietro… Mai un Patriarca di Costantinopoli era venuto a Roma per l’inizio dell’esercizio del ministero petrino. Bartholomeos ha confessato di aver sentito come una spinta, come una necessità di essere accanto a Papa Francesco. E così abbiamo visto sul sagrato di S. Pietro l’abbraccio del Papa e del Patriarca, abbraccio nel quale entrambi eravamo visibilmente commossi. Ma poi Bartholomeos e il Papa si sono incontrati a Santa Marta dove alloggiavano entrambi.

Nell’amabile conversazione come tra due amici, Bartholomeos ha detto al Papa “Santità è vero che qualcuno ha occupato le sue stanze”. E il Papa a lui “Quel qualcuno sei tu!” E così il giorno dopo quando Francesco ha incontrato i rappresentanti delle Chiese e delle religioni nella sala Clementina, ho visto il Papa e il Patriarca seduti su due sedie uguali, alla stessa altezza dal pavimento. Di colpo erano cadute leggi rituali che stabilivano le differenze di onore, regole che sembravano intangibili, e il Papa si rivolge al Patriarca chiamandolo: “Mio fratello Andrea!” e il Patriarca in un discorso segnato da un linguaggio cordialissimo chiamava il Papa “Primo vescovo della venerabile Chiesa dell’antica Roma che presiede nella carità”.

Anche il Metropolita Ilarione, rappresentante del Patriarca di Mosca, ha incontrato privatamente Papa Francesco e ha avuto con lui un dialogo straordinario: “Santità, i vostri primi passi dopo l’elezione portano il segno dell’umiltà” e Papa Francesco gli ha risposto: “Non ho umiltà, per questo vi chiedo di pregare Dio che me la doni”. Con parole e gesti come questi si edifica realmente ed evangelicamente la comunione tra le Chiese.