Commento al Compendio del Catechismo - 35


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Famiglia cristiana, 21 aprile 2013
di ENZO BIANCHI
Il vero esaudimento della preghiera consiste nel far crescere l’orante, nella concretezza della sua esistenza quotidiana, alla statura di Cristo (cf. Ef 4,13); nel conformarlo, sotto la guida dello Spirito santo, al Figlio stesso
Famiglia cristiana, 21 aprile 2013
ENZO BIANCHI

 

Come fortificare la nostra confidenza filiale?
La confidenza filiale è messa alla prova quando pensiamo di non essere esauditi. Dobbiamo chiederci allora se Dio è per noi un Padre di cui cerchiamo di compiere la volontà, oppure è un semplice mezzo per ottenere quello che vogliamo. Se la nostra preghiera si unisce a quella di Gesù, sappiamo che egli ci concede molto più di questo o di quel dono: riceviamo lo Spirito santo che trasforma il nostro cuore.

(Compendio del Catechismo n. 575)

 

Nell’esortare i suoi discepoli alla preghiera fiduciosa Gesù ha detto: “Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete” (Mt 21,22). E ancora: “Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: ‘Lèvati e gèttati nel mare’, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà” (Mc 11,22-23). Ora, se è vero che la nostra fede è sempre fragile, basta metterla nella fede di Gesù Cristo, lui che è “l’origine e il compimento della fede” (Eb 12,2): egli, il Vivente, può far crescere il piccolo seme della nostra fede e trasformarlo in frutto.

La preghiera cristiana non è come quella dei pagani che affaticano gli dèi – secondo l’eloquente immagine usata dal poeta e filosofo Lucrezio – moltiplicando le parole e confidando in esse (cf. Mt 6,7); la nostra fiducia va posta in colui che ci parla e ci chiama alla preghiera: Dio, il Padre. Lapreghiera filiale non si misura dunque sulle ripetizioni e sulla lunghezza (cf. Mc 12,40; Lc 20,47), ma sulla fiducia che la anima. Infatti “il Padre nostro sa di quali cose abbiamo bisogno ancor prima che gliele chiediamo” (cf. Mt 6,8), e nessun orante deve temere che egli dia pietre al posto del pane: noi, noi sì siamo cattivi, ma Dio è buono (cf. Mt 7,7-11)!

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