Parole e gesti di papa Francesco - udienza generale del 5 giugno 2013


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Famiglia Cristiana
16 giugno 2013
Commento di ENZO BIANCHI
Nel contesto di un’economia globalizzata che non si cura degli sprechi, nell’odierna “cultura dello scarto che contagia tutti”

 

 Famiglia Cristiana, 16 giugno 2013
Commento di ENZO BIANCHI

Il cibo che si butta via è come se venisse rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame!

Nel solco della grande tradizione dei padri della Chiesa – da Basilio a Giovanni Crisostomo, ad Ambrogio – papa Francesco si erge come autentico pater pauperum – “padre dei poveri” era l’antico appellativo del vescovo – per ammonire i ricchi ed esortarli alla condivisione: il superfluo sprecato è furto nei confronti del povero, il secondo mantello pieno di tarli tenuto nell’armadio è proprietà di chi non ha vestito, i lauti banchetti divorano le case delle vedove, il mendicante intirizzito è il Cristo stesso.

Nel contesto di un’economia globalizzata che non si cura degli sprechi, nell’odierna “cultura dello scarto che contagia tutti” papa Francesco ci ammonisce con un richiamo antico eppur attualissimo al cibo, da sempre elemento-simbolo delle ingiustizie sociali, dell’abisso tra abbondanza e miseria. Il cibo, il mezzo più semplice e antico che l’umanità ha per esprimere amore, affetto, solidarietà, amicizia, desiderio che l’altro viva, diventa strumento di sopraffazione quando ne smarriamo il senso, quando lo consideriamo un bene per noi inesauribile, disinteressandoci dell’indigenza altrui. Nel rispetto per il cibo e nella sua condivisione ci è data ogni giorno la possibilità di vivere concretamente la solidarietà umana e l’amore fraterno.

 Udienza generale di papa Francesco
del 5 giugno 2013