Caro Diogneto - 60


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Le chiese sono diverse e si può dire che tutte queste scelte sono state imboccate, ora qui ora là, e in modo diverso nelle diverse chiese. Sappiamo bene cosa abbia scelto la chiesa italiana, dimenticando che la sua libertà non può essere vissuta al pari delle altre libertà di cui parla il mondo, perché la chiesa non è mai tanto libera come quando il mondo la contraddice e la umilia. Sì, per la chiesa c’è una pace che è più malefica di ogni guerra, “pax gravior omni bello”!

Oggi è nuovamente in atto per la chiesa una primavera, inaugurata da papa Francesco. L’entusiasmo è molto: non voglio certo spegnerlo, ma ancora una volta sento il dovere di mettere in guardia me stesso e i miei fratelli e sorelle nella fede. Siamo disposti a bere il calice che Gesù ha bevuto (cf. Mc 10,38; Mt 20,22)? Ogni riforma della chiesa, se è evangelica, è a caro prezzo: per tutti e anche per il successore di Pietro che non potrà attendersi, almeno dall’interno della chiesa, dai suoi, dalla sua casa, facile riconoscimento e facile obbedienza. Sarà più facile che lo ascoltino – come è avvenuto per il Battista e per Gesù – “pubblicani e prostitute” (cf. Mt 21,2; Lc 7,34; 15,1), “samaritani e stranieri” (cf. Lc 17,38; Gv 4,39-40).

Queste ipotesi turbano e non vorremmo sentirle; eppure, se è accaduto a Gesù, al Signore, c’è forse un discepolo che è più grande del maestro (cf. Mt 10,24; Lc 6,40; Gv 15,20)? O un un successore di Pietro che non conosca la passione e la tentazione di sfuggirla rinnegando il Signore e il Vangelo? È ora più che mai di pregare per Pietro, non per una gloria mondana che non può essere sua, ma perché, consolato dal suo Signore, resti saldo e possa confermare noi suoi fratelli (cf. Lc 22,31-32) nel faticoso cammino verso il Regno.

JESUS, dicembre 2013
di ENZO BIANCHI

Il Priore di Bose - articoli su riviste

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