Non è solo

Consapevole di questo, il papa ha ribadito: “Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la chiesa, della parola e della volontà del Signore”. Ha esordito con il riferimento alle litanie dei santi per unire la liturgia che si celebrava in piazza San Pietro alla liturgia del cielo: i santi i cui nomi vengono invocati sono con noi il corpo di Cristo, sono gli amici del Signore. Questa consapevolezza non ci permette di sentirci soli: noi e loro viviamo insieme nel Signore risorto un’unica comunione di santi! Sempre peccatori nel nostro pellegrinare verso il Regno, noi siamo santificati, fatti santi dal corpo e dal sangue di Cristo. Benedetto XVI sa che il compito che gli è stato affidato è immane, ma confessa: “non sono solo; non devo portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo” e si dice consapevole che la preghiera, l’amore e anche l’indulgenza dei cattolici lo accompagneranno.

Forte di questa convinzione, il papa passa alla mistagogia, alla spiegazione dei gesti e dei segni con cui ha assunto il ministero petrino. La parola di Dio, presente nelle sacre Scritture e annunciata nelle letture della Messa, e la testimonianza dei padri della chiesa ispirano le parole del papa e nell’omelia si intrecciano affinché la Parola risuoni come parola del Signore “oggi”, affinché sia la Parola a spiegare e svelare ciò che gesti e segni vogliono dire, affinché sia la Parola a confermare nella fede i fratelli. Dalle parole dell’omelia emerge il proclamatore della Parola che ben conoscevamo attraverso i suoi scritti e la sua predicazione: con il suo spiccato sensus fidei che nutre il sensus ecclesiae ci fa passare dal pallio posto sulle sue spalle come giogo di Cristo alla missione di pastore. “Pasci le mie pecore!”, gli ha detto il Signore. E la risposta è “amare sempre di più il Signore, il suo gregge, la santa Chiesa, non fuggire davanti ai lupi … imparare a portarci e a sostenerci gli uni gli altri”.