Parola di Dio e Sante Scritture

 

2. Il rapporto Bibbia-Parola di Dio

Il primato della Parola di Dio e la centralità dell’ascolto a cui la Dei Verbum richiama l’intera Chiesa implica una concezione del rapporto tra Scrittura e Parola di Dio secondo cui tra le due realtà non vi è coincidenza: la Bibbia non è immediatamente Parola di Dio. Del resto è la Bibbia stessa a testimoniare che la Parola di Dio è realtà che eccede e trascende il Libro santo: essa è una realtà vivente ed efficace (cf. Is 55,10-11; Eb 4,12-13), onnipotente (cf. Sap 18,15), eterna (cf. Is 40,8; 1Pt 1,25). La Parola costituisce l’intervento creatore e salvifico di Dio nella storia umana, tanto che il termine ebraico davar significa non solo “parola”, ma anche “storia”, “evento”. La Parola è realtà teologica, è il parlare di Dio che diviene anche il suo dirsi e il suo darsi: essa è dunque rivelazione di Dio, quella rivelazione che assumerà forma piena nel volto di Gesù Cristo, il Figlio che è la Parola fatta carne (cf. Gv 1,14), la Parola definitiva di Dio all’umanità (cf. Eb 1,2), che chiama l’uomo a entrare nell’alleanza con lui.

Possiamo dire che la Scrittura contiene e trasmette la Parola di Dio all’interno di una ermeneutica spirituale, come frutto di un’operazione nello Spirito santo e dello stesso Spirito. I Padri conciliari l’hanno espresso con chiarezza: “Le Sacre Scritture contengono la Parola di Dio e, poiché ispirate, sono veramente Parola di Dio” (DV 24); pertanto, la Scrittura “deve essere letta e interpretata con l’aiuto dello stesso Spirito mediante il quale è stata scritta” (DV 12). La Parola di Dio infatti non è racchiusa semplicemente tra le pagine di un libro, per quanto santo e venerabile, ma diffusa nella storia, discernibile nel fratello, soprattutto nel povero, riconoscibile in eventi storici ed esistenziali, presente nel sacramento, testimoniata nella carità … Questo significa che l’ascolto della Parola di Dio contenuta nella Scrittura non coincide con la lettura del testo: solo questa premessa può liberare da tentazioni di letture fondamentaliste della Scrittura.