Prolusione al X Convegno Liturgico Internazionale


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 SALUTI

Apro i lavori di questo convegno insieme a Mons. Stefano RUSSO direttore dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della CEI. È questa la circostanza migliore per ringraziarlo della collaborazione convinta nella realizzazione di questo appuntamento annuale. Rivolgo un fraterno saluto a Mons. Alceste CATELLA, vescovo di Casale Monferrato e Presidente della Commissione Episcopale per la Liturgia della CEI. La sua presenza ogni anno è un segno attento e fraterno che ci accompagna in quello che vuole essere anzitutto un servizio alla vita liturgica delle chiese che sono in Italia. Un saluto affettuoso all’Arcivescovo Piero MARINI, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali: oltre a legarci una particolare amicizia, la sua presenza amica anno dopo anno è per tutti una ricchezza di sapienza e di esperienza nel campo della liturgia. 

Saranno inoltre presenti questo pomeriggio Mons. Gabriele MANA vescovo della nostra diocesi di Biella e ordinario del luogo, venerdì Mons. Sebastiano DHO vescovo emerito di Alba, sabato Mons. Giovanni GIUDICI vescovo di Pavia: queste presenze testimoniano la comunione ecclesiale che ci è stata attestata anche dai numerosi messaggi ricevuti. Tra questi daremo lettura del messaggio del Card. Tarcisio BERTONE, Segretario di Stato di Sua Santità che, come ogni anno, assicura la benedizione del Santo Padre Benedetto XVI. Sarà data lettura anche del messaggio con il quale Mons. Mariano CROCIATA, Segretario Generale della CEI, anche a nome del Cardinale Angelo BAGNASCO, invia il suo saluto.    

È con grande gioia che saluto il delegato ufficiale di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartholomeos I l’archimandrita Job GETCHA che porterà il saluto del Patriarca. La presenza fraterna anche del prof. Christos YANNARAS, una delle voci più alte e rappresentative dell’Ortodossia contemporanea, antico amico della nostra comunità, e del prof. Konstantinos KARAISARIDIS dell’Università di Salonicco, anche lui assiduo frequentatore dei nostri convegni, ci rallegra e conferma il legame con la chiesa ortodossa greca. Tra noi abbiamo anche appartenenti alla chiesa Luterana di Norvegia e alla Chiesa Presbiteriana degli Stati Uniti; tutto questo rafforza la dimensione ecumenica dei nostri convegni di Bose, consapevoli che se la liturgia è culmen et fons dell’azione della Chiesa, come afferma il concilio Vaticano II (cf SC 10), essa è anche il culmine e la fonte del cammino verso la piena comunione di tutte le Chiese.

Un saluto particolare ai membri del Comitato scientifico: oltre a Stefano RUSSO, Emanuele BORSOTTI, Goffredo BOSELLI, Frédéric DEBUYST, Paul DE CLERCK, Albert GERHARDS, Angelo LAMERI, Keith PECKLERS, Giancarlo SANTI. Li ringrazio per l’inteso lavoro che da dieci anni compiono con intelligenza e generosità.

Domani giungeranno tra noi il Sottosegretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti Mons. Juan Miguel FERRER GRENESCHE che ci farà il dono prezioso della sua partecipazione anche come relatore ben noto per la sua sapienza liturgica, e Padre Corrado MAGGIONI Capo Ufficio della medesima Congregazione. Saluto Mons. Pasquale IACOBONE Officiale del Pontificio Consiglio della Cultura e Consultore della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, presente al convegno come delegato ufficiale di S. Em. il Cardinale Gianfranco RAVASI, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. A Mons. Fabrizio CAPANNI, Capo Ufficio della Pontificia Commissione dei Beni Culturali della Santa Sede. A don Franco MAGNANI, direttore dell’Ufficio Liturgico Nazionale della CEI: lo ringrazio per la sua presenza, segno anche dell’amicizia e dell’intensa collaborazione tra il suo Ufficio e la nostra comunità. Inoltre ci onoriamo della presenza di don Manlio SODI, Presidente della Pontificia Accademia Teologica, e Preside del Pontificio Istituto Altioris Latinitatis, e di Mons. Alfredo DI STEFANO segretario del Centro di Azione Liturgica di Roma.
Fin da ora un grazie molto sentito al Sottosegretario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Dott. Roberto CECCHI che ci farà l’onore di intervenire sabato mattino, e un saluto cordiale alla Dott.sa Sabina FERRARI Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso. Al Dott. Giuseppe STOLFI Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Lucca e Massa Carrara e ai funzionari delle Soprintendenze per le province di Asti, Biella, Cuneo, Torino e Vercelli. In questi giorni doveva essere tra di noi anche la Dott.sa Paola GRIFONI Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia e con lei altri funzionari, ma ieri ci ha comunicato l’impossibilità ad essere presente a causa del terremoto che ha colpito l’Emilia. A lei e a tutti gli abitanti di quelle terre va la nostra solidarietà e l’attestazione della nostra vicinanza umana e spirituale. 

A nome di tutti i presenti desidero rivolgere uno speciale benvenuto agli stimati relatori che interverranno in questi giorni. La maggior parte intervengono ai nostri convegni per la prima volta, e fin da ora li ringrazio per aver accettato il nostro invito.

Permettetemi di rivolgere un fraterno saluto ai monaci e alle monache provenienti dai monasteri italiani e stranieri. Anzitutto a padre François YOU, abate del monastero olivetano di Maylis in Francia e con lui il confratello Colomban. Sono presenti monaci e monache provenienti dai monasteri di Fonte Avvelana, dalla trappa di Tamié, da Chevetogne e Rixensart in Belgio e dall’abbazia ungherese di Pannonhalma. 

A voi tutti architetti, artisti, critici d’arte, giornalisti, direttori e membri delle Sovraintendenze e degli Uffici liturgici, degli Uffici per i Beni culturali, delle Commissioni e delle redazioni delle riviste di arte sacra, professori e allievi degli Istituti Universitari rivolgo i miei più calorosi saluti. Voi siete non solo i destinatari ma i protagonisti di questo convegno e la vostra risposta, sempre numerosa, conferma la necessità avvertita oggi di una maggiore consapevolezza dei significati e dei valori che ci sono in  gioco nel campo dell’architettura liturgica.   

Infine, non possiamo ignorare la provenienza internazionale dei partecipanti a questo convegno provenienti da sedici paesi: oltre che dall’Italia, da Austria, Belgio, Brasile, Croazia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Malta, Norvegia, Portogallo, Stati Uniti, Svizzera, Ungheria.
Anche quest’anno ho il piacere di presentarvi gli Atti del convegno dello scorso anno che va ad aggiungersi agli otto volumi della collana pubblicati finora.   

A tutti e a ciascuno auguro che queste giornate di lavoro siano una preziosa occasione di riflessione, di scambio e di condivisione fraterna. 

ENZO BIANCHI